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Vacuumterapia

Che cos’è la vacuumterapia?

La IVT (Intermittent Vacuum Therapy) nasce come trattamento riservato agli astronauti della NASA: dovendo trascorrere diverse ore in assenza di gravità, infatti, il rischio di complicazioni ortostatiche è molto alto e l’applicazione di una pressione negativa è un’ottima misura per garantire il corretto afflusso di sangue alla porzione inferiore del corpo. Da quando NASA ha sviluppato gli LBNPD (Lower Body Negative Pressure Device) - ovvero gli strumenti per l’applicazione di questo trattamento - la terapia a vuoto è stata presa in prestito dalla medicina sportiva e non, per favorire la riabilitazione post intervento e la circolazione del sangue.

Quando risulta utile?

La vacuumterapia a intermittenza (IVT) è indicata in ambito medico per il trattamento di:

  • Gonfiore post-operatorio o post-traumatico
  • Linfedema secondario e linfedema/lipedema combinato
  • Ferite ai legamenti strutturali nell’estremità inferiore del corpo
  • Strappi delle fibre muscolari
  • Distorsioni
  • Plegie
  • Occlusione arteriosa periferica (PAOD)
  • Insufficienza venosa cronica
Inoltre, è utilizzata anche in caso di riabilitazione in seguito all’applicazione di endoprotesi; rivascolarizzazione e stimolazione cardiovascolare, questi ultimi utili soprattutto per sportivi e persone anziane.

Quando non sottoporsi a vacuumterapia



Ci sono dei casi in cui è preferibile evitare questo genere di trattamenti. In particolare, in caso di gravidanza, infezioni in corso, tromboflebiti e flebo trombosi, è sempre bene rivolgersi al proprio medico prima di iniziare la terapia.

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Vacuumterapia

Come avviene il trattamento

Il paziente, dopo essersi sdraiato, viene introdotto all’interno di un LBNPD, generalmente un tubo, con la parte inferiore del corpo che viene sigillata all’altezza del torace con un diaframma elastico. Il macchinario esercita una bassa pressione negativa a intervalli regolari. La durata di una seduta può variare dai 30 ai 45 minuti.

Grazie all’applicazione di questa pressione leggera, viene stimolata la circolazione del sangue in gambe e addome. In reazione a questo cambiamento, il corpo migliora la propria resistenza vascolare periferica, il flusso sanguigno trasporta più ossigeno agli arti inferiori grazie alla stimolazione data dall’alternarsi di pressione positiva e negativa.

Nella fase di pressione normale, si facilitano la circolazione venosa e linfatica: questo porta ad un maggiore linfodrenaggio per favorire l’espulsione di liquidi in eccesso ristagnanti nel nostro corpo. Il drenaggio linfatico viene utilizzato anche in ambito beauty&wellness per limitare la ritenzione idrica e favorire la scomparsa della cellulite.

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Vacuumterapia

  • Dopo quanto tempo posso vedere i primi risultati?

    I primi benefici della vacuumterapia si possono sperimentare già dopo le prime 4/5 sedute; tuttavia, per apprezzarne appieno gli effetti, sono necessarie tra le 8/10 sedute.

  • È un trattamento doloroso?

    No, la pressione può essere percepita in un primo momento, ma poi la sensazione svanisce perché il corpo si adatta al trattamento.

  • C’è un limite massimo di età?

    No, la vacuumterapia può essere utilizzata a qualsiasi età. Anzi, è un trattamento molto diffuso anche in ambito geriatrico. La discriminante per la scelta di questa soluzione è la presenza di patologie o problematiche indicate all’interno della sezione “Quando non sottoporsi a vacuumterapia”.

  • È vero che la vacuumterapia favorisce un recupero più rapido?

    Sì. Secondo uno studio condotto dal Priorov Central Institute for Traumatology and Orthopaedy di Mosca su 30 pazienti che hanno subito un intervento di artroscopia al menisco, le persone che hanno seguito un percorso post-operatorio con vacuumterapia hanno visto un riassorbimento dell’edema molto più rapido (3,5 giorni di media) ed hanno sofferto meno durante la successiva riabilitazione.